Cibo e Filosofia

30.08.17

Nel 1850 il medico e filosofo olandese MOLESHOTT pubblica un trattato che fa dell’alimentazione il vero motore dell’evoluzione umana, ponendo il cibo all’origine della società del pensiero, della religione e delle differenze culturali e di classe.

Il filosofo Feuerbach (28/07/1804 – 13/09/1872) commentando il trattato del medico olandese coniò la frase ormai diffusissima: "l’uomo è ciò che mangia" cioè esiste un’unità inscindibile fra psiche e corpo. Per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio.

La buona alimentazione quindi è alla base dell’evoluzione dell’uomo, ciò che rende possibile il realizzarsi e il perfezionarsi della cultura umana. Un popolo può progredire, migliorando la propria alimentazione. In base a tale constatazione il filosofo sembra prendere in considerazione che il progresso di ogni popolo dipenda dall’imprescindibile miglioramento della propria alimentazione.

FEUERBACH afferma già nella prima metà del XIX secolo che l’uomo non è principalmente pensiero, linguaggio, anima, ma soprattutto è ciò che mangia ed è mosso dall’istinto animale della fame.

Con questa affermazione Feuerbach sembra indicare la volontà di caratterizzare la natura umana, non per distinzione dagli altri animali, ma riconducendola proprio alla parificazione tra l’uomo e le altre specie.

L’animale in quanto tale si ciba in modo ripetitivo, sempre uguale, senza particolari caratterizzazioni. Nell’essere umano invece l’atto di nutrirsi manca di monotonia e dunque esprime una logicità tipica dell’uomo. Già Aristotele definiva l’essere umano come: "un animale dotato di Logos". Nell’essere umano dunque, il mangiare è elemento logico che differenzia e identifica.

In Cina non si mangia come in Messico, nè in Italia ci si sfama come in Russia. "dimmi come mangi e ti dirò chi sei ".

Feuerbach dimostra scientificamente come il pensiero cominci proprio dalla pancia e poi arriva alla testa. Partendo dall’affermazione di Moleschott secondo cui senza fosforo non c’è pensiero ci regala un’altra straordinaria asserzione: "perché tu introduca qualcosa nella tua testa e nel tuo cuore è necessario che tu abbia messo qualcosa nello stomaco".

In antitesi con il pensiero che pone le idee al principio di tutto, dimenticando però che a produrle è il corpo.

Sia il filosofo, dunque, che il medico sono d’accordo nell’affermare che il progresso delle Nazioni non è determinato dai pensieri e dalle religioni ma da una giusta distribuzione di cibo, considerato il vero carburante della vita.

L’alimentazione è quindi vista come il trait d’union tra natura e cultura.

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